
Secondo gli stessi fratelli di Mauro, Matteo e Giulio, si sono presentati in almeno quattromila («ce ne aspettavamo al massimo un migliaio»). E per questo la ad ovest del centro storico, dove c’è il bar di Mauro, è andata letteralmente in tilt. In strada c’erano vigili, protezione civile, carabinieri.
La strada che passa davanti al bar è stata bloccata fin quasi all’una: troppa gente, si poteva passare solo se si proveniva da fuori città. Le macchine arrivate da chissà dove per assistere in diretta negli schermi del bar di Mauro erano parcheggiate ovunque. E poi lì era impossibile entrare.
Nel bar c’erano tre sale con i televisori, poi c’erano un tendone della sagra paesana recuperato e allestito in fretta e furia per l’occasione, quindi un altro schermo all’esterno. Per entrare al tendone si doveva passare per le transenne, la protezione civile gestiva gli ingressi come poteva.
Una folla incontenibile quella arrivata a Castelfranco per assistere alla finalissima del Grande Fratello. Mauro Marin, era lui il favorito. Ed il televoto non ha smentito le aspettative degli oltre 400mila fan su Facebook (dicono che prima di Mauro ci sia solo Vasco Rossi).
Mauro ha vinto la sfida prima tra i quattro finalisti, e poi con Giorgio, l’altro Veneto. Al bar di famiglia, “Da Profeta”, non si aspettavano un tale delirio.
E dentro un tifo da stadio. Quando Mauro appariva si levavano urla da stadio incredibili, cori improvvisati per il castellano e contro gli avversari. C’è stata gente che è arrivata dalla Lombardia, dalla Toscana, dal Friuli, dall’Emilia Romagna e da svariate altre regioni italiane.
Gente che ha pernottato a Castelfranco prenotando l’albergo. Come hanno raccontato gli stessi fratelli di Mauro, i fan più accaniti già dalle 17 di ieri avevano iniziato a gironzolare per il locale: un’occasione per respirare nei luoghi dove è nato e cresciuto il loro paladino.
Quando è stato il momento del verdetto finale con la Marcuzzi che ha incoronato il re del GF 10 dentro al tendone tutti si sono alzati in piedi, salendo anche sui tavoli, e a metà sala si è creato un muro umano.
Chi stava dietro la metà ha capito che Mauro aveva vinto quando si è levato il boato: gente in lacrime, cori ed urla a non finire. È Mauromania.



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